Atletica Castello settore calcio - sito ufficiale

Scuola calcio – Regolamento

Regolamento scuola calcio

Da alcuni anni la Società si è dotata di un regolamento per la scuola calcio, con l’obbiettivo di fornire alle famiglie una maggiore trasparenza sui principi e sulle attività che vengono perseguite e che ci contraddistinguono.

Finalità

La scuola calcio A.S.D. Atletica Castello, in armonia con la Carta dei diritti dei bambini ( NEW York 1989 – Convenzione sui diritti del Fanciullo) e Carta dei diritti dei ragazzi allo sport (Ginevra 1992- Commissione Tempo libero O.N.U.), svolge le proprie attività perseguendo i seguenti obiettivi:

  • il bambino ha il diritto di non essere un campione
  • il bambino ha il diritto di divertirsi e giocare
  • contribuire alla formazione motoria, in un ambiente sano e con istruttori qualificati
  • favorire e valorizzare la voglia fare sport e di giocare al calcio
  • arricchire il patrimonio motorio-sportivo, in maniera tale che possa essere proficuamente riutilizzato anche in altre discipline sportive
  • stabilire regole di vita comune e favorire le occasioni di socializzazione
  • sottolineare e incentivare i comportamenti positivi e altruistici
  • motivare e sostenere gli interessi individuali e di gruppo
  • sostenere l’importanza della valenza educativa del gioco e del divertimento
  • evitare le esasperazioni o le richieste di maggiori prestazioni
  • insegnare a vincere e a saper perdere

Aspetti educativi e comportamentali

Sarà curato in modo particolare il rapporto con i genitori, sia assicurando la disponibilità quotidiana al dialogo da parte della direzione, della segreteria e degli istruttori (questi ultimi, chiaramente, al di fuori degli orari di lezione), sia attraverso l’indizione di riunioni apposite. Tutti gli iscritti e i loro genitori potranno avere notizie e informazioni di vario genere sull’attività della scuola calcio, trovandoli pubblicati sui canali informatici o attraverso la lettura dei comunicati, che verranno affissi nelle apposite bacheche e inviate via mail.

Comportamento giocatgori

La scuola calcio basa il proprio insegnamento sul rispetto delle regole e del gruppo. La crescita del ragazzo è alla base dell’insegnamento calcistico, prima viene la persona poi il calciatore; fare sport a Castello è educare, per quanto possibile nel tempo in cui sono presenti gli atleti presso di noi. Dagli atleti, così come dagli adulti intorno, richiediamo serietà, adeguata alla loro età, e rispetto delle regole, che sono regole di sport (calcio), ma sono regole di vita.

  1. Il comportamento degli iscritti dovrà essere improntato al massimo rispetto dei loro compagni, degli istruttori e dei dirigenti. Analogo rispetto sarà dovuto agli iscritti da parte degli adulti.
  2. Gli allievi dovranno mantenere sempre comportamenti e atteggiamenti corretti, leali e sportivi sia in campo che fuori, pena l’esclusione progressiva dalle attività sino all’espulsione, su decisione del Consiglio, anche se è già stata corrisposta la quota.
  3. È assolutamente vietato agli allievi prendere decisioni personali a seguito di problemi e avvenimenti che potrebbero verificarsi, pertanto sono tenuti a riferire agli istruttori e ai dirigenti quanto verificatosi.
  4. Tutti gli allievi del gruppo (i loro genitori per i più piccoli) in caso di assenza o ritardi dovranno avvisare in tempo utile per quanto possibile. Questo sia per le partite che per gli allenamenti, al fine di dimostrare educazione propria e rispetto per il gruppo.
  5. L’abbigliamento sportivo della società deve essere pulito e in ordine, durante gli allenamenti e le partite amichevoli ed ufficiali.
  6. È obbligatorio indossare la divisa per le attività ufficiali (partite amichevoli e ufficiali, ritiro pre-campionato, feste, TV, …); l’allievo che si dovesse presentare alle partite e agli allenamenti con indumenti diversi da quelli ufficiali non prenderà parte alle attività.
  7. L’allievo che dovesse presentarsi agli allenamenti o alle partite con indumenti non adeguati alla stagione o alle condizioni meteo, per nostro dovere di responsabilità e serietà non potrà partecipare alle attività, anche se il genitore da il consenso.
  8. Pallone: ogni allievo deve venire agli allenamenti con il proprio pallone (ammesso solo quello del kit).
  9. Per l’incolumità personale degli allievi, non devono essere assolutamente portati anelli, orologi, orecchini, né durante gli allenamenti, né durante le partite.
  10. Per motivi igienici e per evitare confusione e assembramenti prima e dopo le partite, non è consentito l’ingresso ai genitori degli allievi negli spogliatoi.
  11. I genitori possono conferire con gli istruttori per qualsiasi informazione o altro, cercando di mantenere sempre rapporti di stima e fiducia reciproca. Per problematiche tecniche rivolgersi esclusivamente al responsabile della scuola calcio.
  12. Cellulari: è vietato entrare negli spogliatoi con il cellulare.
Comportamento istruttori/allenatori

La consapevolezza del proprio ruolo e dell’influenza sul comportamento degli atleti, costiuisce già una motivazione sufficiente per perseguire fino in fondo gli obiettivi e le finalità della scuola calcio. L’istruttore/allenatore, compatibilmente con i propri impegni, dovrà tenersi quanto più possibile aggiornato oltre chè sugli aspetti tecnici anche su quelli pedagogici. Dall’istruttore/allenatore ci si aspetta che partecipi alle riunioni tecniche e alle attività della Società al fine di stimolare il proprio gruppo (atleti, dirigenti e genitori compresi).

  1. Il comportamento dovrà essere improntato al massimo rispetto degli atleti, dirigenti, genitori e personale della Società; analogo rispetto sarà dovuto agli istruttori/allenatori.
  2. Gli istruttori/allenatori dovranno mantenere sempre comportamenti e atteggiamenti corretti, leali e sportivi sia in campo che fuori, pena l’esclusione progressiva dalle attività sino all’esonero, su decisione del Consiglio del settore calcio.
  3. Gli istruttori/allenatori devono rimanere aderenti al ruolo di allenatore.
  4. È assolutamente vietato prendere decisioni personali a seguito di problemi e avvenimenti che potrebbero verificarsi, pertanto sono tenuti a riferire al responsabile della scuola calcio e/o DS quanto verificatosi.
  5. Gli istruttori/allenatori devono sviluppare i programmi tecnici impartiti dalla Società; devon oinoltre garantire la partecipazione alle riunioni tecniche indette dalla Società, che si svolgeranno di solito una volta al mese e che fanno parte integrante dell’attività di insegnamento.
  6. Gli istruttori/allenatori devono stimolare gli atleti: alla partecipazione ed aggregazione, al miglioramento al rispetto delle regole (orari, abbigliamento, alimentazione, igiene personale). Ogni istruttore/allenatore deve relazionarsi al bambino in base all’età.
  7. Essere coerenti ed imparziali, rispettando il desiderio di divertimento dei bambini; gratificare il bambino, facendolo partecipare tutti alle attività, proponendo anche allenamenti in funzione del grado di abilità raggiunte.
  8. Collaborare con i dirigenti per le attività e viceversa.
  9. Dare giusta considerazione ai genitori, per problematiche superiori rimandare al responsabile tecnico o al responsabile amministrativo della scuola calcio.
  10. Comunicare tempestivamente la propria assenza o ritardo, al fine di sostituire o/e organizzare di conseguenza; comunicare obbligatoriamente le variazione degli allenamenti e/o partite, anche nel caso di non svolgimento della seduta di allenamento. Le comunicazioni sono necessarie al fine di ottimizzare gli spazi e le risorse con le altre squadre.
  11. Materiale: avere cura del materiale consegnato dalla società.
  12. Abbigliamento sportivo: deve essere pulito ed in ordine, durante gli allenamenti e le partite amichevoli ed ufficiali; nel caso di attività ufficiali, partite, feste, raggruppamenti, chi dovesse presentarsi con indumenti diversi da quelli ufficiali non prenderà parte alle attività.
Comportamento dirigenti (dirigenti/accompagnatori)

È un ruolo importante per la Società perché rappresenta l’unione tra la Società stessa e i genitori. Solitamente, come molte altre società, sono i genitori dei giocatori e per questo la Società intende coadiuvare al massimo gli stessi dato che si trovano a gestire i primi momenti di crescita dei gruppi più piccoli. Il ruolo del dirigente/accompagnatore nella scuola calcio non può essere assimilato a quello di un dirigente di una squadra di grandi che ha già vissuto in società da più anni. Se tale posizione consente al dirigente-genitore di seguire direttamente il proprio figlio, lo stesso deve assicurare alla Società imparzialità tra il proprio figlio e gli altri bambini, sia nello spogliatoio che in campo. Talvolta il dirigente/accompagnatore può essre considerato dagli altri genitori un “privilegiato”, anche perché “non paga il biglietto”: il supporto della Società e l’impegno profuso, spesso sacrificando parte del proprio tempo al lavoro e alla  famiglia, saranno essenziali per non lasciare spazio a tali equivoci.

  1. Il comportamento dovrà essere improntato al massimo rispetto degli atleti, istruttori/allenatori, genitori e personale della Società; analogo rispetto sarà dovuto ai dirigenti. I dirigenti dovranno mantenere sempre comportamenti e atteggiamenti corretti, leali e sportivi sia in campo che fuori, pena l’esclusione progressiva dalle attività sino all’esonero, su decisione del Consiglio del settore calcio.
  2. È assolutamente vietato prendere decisioni personali a seguito di problemi e avvenimenti che potrebbero verificarsi, pertanto sono tenuti a riferire al responsabile della scuola calcio e/o DS quanto verificatosi.
  3. Coadiuvare la Società nell’organizzazione delle attività.
  4. Far rispettare le regole della Società ai giocatori.
  5. Rimanere aderenti al ruolo di dirigente, senza entrare in campo tecnico.
  6. Relazionarsi con i responsabili della scuola calcio.
  7. Partecipazione alle riunioni tecniche indette dalla Società, che si svolgeranno di solito una volta al mese.
  8. Raccordarsi con la segreteria per la verifica degli adempimenti legati al cartellino e alla certificazione medica.
  9. Allenamenti: seguire gli atleti per quanto possibile agli allenamenti.
  10. Partite: organizzare le partite in casa e fuori casa, coadiuvare l’istruttore/allenatore nelle convocazioni, predisporre le note gara, assicurarsi dell’arrivo di tutti gli atleti convocati e occuparsi della gestione dello spogliatoio.
  11. Collaborare con gli istruttori/allenatori per le attività e viceversa.
  12. Materiale: avere cura del materiale consegnato dalla società.
  13. Abbigliamento sportivo: nel caso di attività ufficiali, partite, feste, raggruppamenti, dovrà presentarsi con la divisa sociale; chi dovesse presentarsi con indumenti diversi da quelli ufficiali non prenderà parte alle attività.
Comportamento genitori

Anche il comportamento dei genitori dovrà essere improntato alla maggior collaborazione possibile: in particolare essi non dovranno interferire sugli aspetti tecnico-sportivi dell’attività dei propri figli e, soprattutto, non dovranno assumere, sia durante l’attività infrasettimanale che nel corso delle manifestazioni ufficiali, qualsiasi atteggiamento esasperato in termini agonistici o addirittura antisportivo o, comunque, lesivo dell’immagine della Società.

  1. Partecipare alla vita della Società per quanto possibile.
  2. Partecipare alle riunioni indette dalla scuola calcio, gli argomenti riguardano: i regolamenti per le partite del settore di base, la conoscenza dello sviluppo e dell’apprendimento del bambino nelle varie fasi di crescita, le prime ed elementari nozioni sull’alimentazione, la responsabilità del dirigente/genitore, il primo soccorso, ecc… Le riunioni si svolgeranno dopo cena, consci degli impegni di ognuno: ci teniamo a fare presente e a sottolineare che tali incontri, oltre a migliorare le proprie conoscenze, anche in altri ambiti tipo quello familiare, e a comprendere gli obiettivi e i metodi adottati dagli istruttori della scuola calcio, consentono lo sviluppo e la crescita delle squadre, in particolare quelle più piccole, grazie ad una fattiva collaborazione scuola calcio ↔ genitore, fondamentale anche per la crescita del ragazzo.
  3. Lasciare i bambini ai dirigenti negli spogliatoi, eccetto quelli più piccoli.
  4. Collaborazione dei genitori con la Società durante le gare in particolare con quelle in trasferta.
  5. Seguire gli allenamenti e le partite in modo consono: non sono ammessi genitori che intervengono sia durante le sedute di allenamento che durante le partite. Nel caso il genitore ritenga necessario alcune spiegazioni, si richiede: per gli allenamenti di rimandare alla fine della seduta, per le partite alla settimana successiva.
  6. Non sono assolutamente ammesse da parte dei genitori o familiari dell’allievo interferenze tecnico-sportive, per ciò che concerne: convocazioni, ruoli, inserimenti in gruppi squadra e quanto appartiene esclusivamente al rapporto tecnico tra istruttore e ragazzo. Non è consentito inoltre ai genitori e alle famiglie assumere sia durante gli allenamenti che le partite amichevoli o ufficiali atteggiamenti antisportivi o comunque lesivi del buon nome della Società.
  7. Essere a conoscenza della scadenza del certificato medico del proprio figlio; in caso contrario rivolgersi alla segreteria o al dirigente della propria squadra.
  8. In caso di assenza del figlio ad allenamenti o partite, far telefonare all’istruttore per nuovi programmi e convocazioni, la mancata telefonata sarà uguale a rinuncia.

Mission, principi, obiettivi e programmazione

Mission

Il progetto dell’Atletica Castello sarà a lungo termine, l’obiettivo sarà, nell’arco di 7/8 anni, avere delle squadre giovanili che possano essere competitive a livello regionale nelle categorie del calcio a 11, per poi avere una prima squadra fondata su elementi cresciuti all’interno del settore giovanile stesso, con una forte identità locale e un grande attaccamento alla maglia biancoverde.

Per questo è fondqmentale avere istruttori competenti e adulti intorno ai giocatori che siano d’esempio, insegnare il fair play, confrontarsi con realtà diverse quotidianamente e portare avanti il progetto qualunque cosa accada.

“Vinciamo quando giochiamo bene. Vinciamo quando giochiamo onestamente. Vinciamo se quando usciamo dal campo ridiamo e scherziamo e siamo contenti di come abbiamo giocato. Vinciamo se abbiamo fatto tutto quello che potevamo. Vinciamo quando gli avversari ci stringono la mano e ci dicono BRAVI!. Vinciamo quando il mister ci applaude. Vinciamo quando i nostri compagni ci abbracciano.”

È più facile a dirsi che a farsi, ma ci proviamo.

Principi della filosofia castello
 Fair play

Non sono solo delle parole. Il giocare correttamente e secondo il rispetto delle regole è un aspetto fondamentale dell’insegnamento del gioco del calcio. Trasmettere dei valori di onestà e merito è molto più importante che imparare a giocare a calcio, o vincere.

Trasmettere Il rispetto per l’impianto sportivo, del materiale messo a disposizione e degli addetti ai lavori che permettono tutti i giorni di praticare questo sport nel migliore dei modi.

Ci piacerebbe vedere un mondo in cui non è favorito il più furbo, il più scaltro, ma il più bravo e il più onesto. E partiamo dall’insegnamento del calcio, in cui non tolleriamo atteggiamenti aggressivi, scorrettezze nei confronti degli avversari, proteste verso i direttori di gara.

Vince chi ha giocato meglio e secondo le regole, a dispetto del mero risultato numerico.

I nostri bambini ricevono ad inizio anno un “regolamento interno”, nel quale sono descritti nel particolare gli atteggiamenti da tenere nei confronti dei compagni, degli istruttori, della società, degli avversari.

Vorremmo ricordare che solo 1 su 5000 bambini che iniziano a giocare a calcio, in un futuro sarà un professionista. Tutti gli altri no. Quindi prepariamo i nostri bambini e i loro genitori ad essere parte di quei 4999 che non vivranno di calcio, ma continueranno a praticarlo e seguirlo per PASSIONE.

 Divieto di selezione (sino alla categoria pulcini)

Primo punto fermo: non si fa alcuna selezione tra i bambini che si avvicinano al mondo del calcio.

Come recita la carta dei diritti dei giovani calciatori, tutti hanno il diritto di divertirsi, tutti hanno il diritto di giocare. Tutti hanno le stesse opportunità di crescita, e lo stesso trattamento da parte dei propri istruttori. Questo significa che tutti i bambini che giocano nella nostra scuola calcio non verranno divisi per capacità tecniche o per caratteristiche fisiche, ma formeranno dei gruppi disomogenei in cui si lavorerà per portare tutti al livello più alto possibile.

L’impegno richiesto da parte dei bambini sarà pari a quello che ci metterà lo staff. Totale. Le convocazioni e i minuti di gioco durante una gara saranno frutto della presenza, dell’impegno e del comportamento durante le sessioni di allenamento, d’altronde la meritocrazia nel calcio è sempre esistita.

Le capacità del singolo verranno valutate in proporzione di crescita, e non a livello attuale. Per intendersi: non esiste un bambino più forte di un altro. Semplicemente qualcuno è più avanti e qualcuno meno. Ma la differenza vera la fa la crescita durante l’arco dell’anno, in cui tutti devono essere cresciuti, chi più e chi meno, alcuni sotto il punto di vista tecnico, altri fisico, altri ancora psicologico. Avere a che fare con dei bambini e vedere che imparano a legarsi le scarpe da soli, si lavano e si vestono da soli, scendono in campo con la sicurezza di fare una cosa che amano e che sanno fare, è una vittoria più grande dell’assimilazione di gesti tecnici individuali.

A nessun bambino verrà mai detto di stare a casa per un torneo o una partita di campionato. A nessun bambino verrà mai detto di no se vuole venire a provare a giocare con gli altri.

Giocare. È la chiave di tutto: è un gioco, anche se spesso ce lo dimentichiamo. Un gioco anche abbastanza semplice, dove si va in mezzo ad un prato e si danno calci ad una palla. Di solito i grandi tendono a cercare di complicare il concetto con parole difficili, ma rimane sempre un gioco, bellissimo e tutto sommato semplicissimo.

 Divieto di risultato

Difficilissimo da far capire soprattutto agli adulti, non ai bambini, questo è un aspetto fondamentale del lavoro che vorremmo svolgere. In una partita delle categorie della scuola calcio, fino agli esordienti primo anno a nove giocatori, il risultato non è un aspetto interessante.

È interessante come si arriva ad un risultato. Come si gioca, se si vedono in una gara le cose insegnate in allenamento, se i bambini hanno capacità decisionale a seconda delle situazioni di gioco, se l’atteggiamento individuale e di gruppo prima della partita, nello spogliatoio e durante la partita è quello giusto nei confronti dei compagni e degli avversari.

I bambini devono imparare a decidere in proprio quale sia la soluzione migliore da adottare a seconda delle situazioni. Un po’ come nella vita, ad un dato problema si presentano più soluzioni, e ognuno decide come risolverlo. Insegnare ad essere dei giocatori pensanti e non telecomandati dalla panchina o dall’allenatore è un obiettivo ambizioso e di non facile attuazione. Ci vuole tempo, voglia e dedizione.

Capacità di accettare soluzioni che a noi sembrano sbagliate, ma che ai nostri giocatori sembravano in quel momento le migliori. Saranno loro a valutare se erano effettivamente le migliori, o no.

 Qui si gioca la palla

Le nostre squadre cercheranno di non buttare via la palla: se vedrete “raramente” un portiere della nostra scuola calcio fare un rilancio lungo con i piedi, sarà perché avrà valutato la situazione e prima del rilancio avrà invitato i suoi compagni a salire ed accorciare la squadra per conquistare subito il pallone in prima battuta o sulla seconda palla. Si giocherà prevalentemente la palla a terra ad un compagno, che comincia l’azione, anche a costo di sbagliare, anche a costo di prendere dei gol. Il risultato non è interessante.

Vedendo un’amichevole “interna”, ovvero fra due categorie vicine del nostro settore giovanile, si noteranno le affinità nel gioco e nell’interpretazione dello stesso da parte di squadre seguite da istruttori differenti. Ci confronteremo spesso con altre realtà per le quali invece il risultato sarà importante fin dalla più tenera età, non importa… La nostra vittoria sarà arrivare a giocare a 11, con 20 UOMINI/GIOCATORI, pensanti, pronti tecnicamente e in grado di poter ricoprire tutte le posizioni del campo.

All’Atletica Castello si imparerà a giocare. Si imparerà che viene premiato chi si impegna, e corretto chi non lo fa o crede di aver già imparato tutto. Si imparerà a stare insieme agli altri, ad aiutare i compagni. Si imparerà che stare seduti in panchina è il momento migliore per vivere la gara, e quando ti chiameranno per entrare dovrai fare la differenza. Si imparerà a giocare CON un’altra squadra, e non CONTRO. Si imparerà ad essere onesti con gli avversari, con i compagni, col mister e soprattutto con se stessi. Si imparerà a vivere il calcio, l’erba, il sudore. Si imparerà che i giocatori giocano, gli istruttori allenano, i genitori applaudono, comunque stia andando. Si imparerà che la partita comincia e finisce nello spogliatoio, e che in mezzo alle due cose bisogna dare tutto quello che si ha da dare. Si imparerà a decidere autonomamente quale sia la soluzione migliore in quel preciso momento.

Si imparerà che si vince, ma soprattutto si perde, ed imparare dalle sconfitte ti rende più forte per la prossima volta. Come nella vita. Si imparerà sempre. I bambini non sono maliziosi, non sono cattivi, non sono razzisti, non sono approfittatori. Sono delle spugne, prendono per oro colato quello che viene detto loro. Sta a noi dire le cose come stanno, senza trucchi e senza inganni.

Obbiettivi e programmazione
  • AVERE UN PROGRAMMA ED UNA METODOLOGIA PER TUTTA LA SCUOLA CALCIO, CONDIVISA DA TUTTI GLI ISTRUTTORI
  • OGNI ISTRUTTORE DEVE APPASSIONARE ALLO SPORT I RAGAZZI IN MODO POSITIVO E SERENO
  • LAVORARE SUL PRINCIPIO DEL BAMBINO PENSANTE
  • ATTENZIONE ALLA PRESTAZIONE E NON AL RISULTATO
  • NON SUDDIVIDERE IN SQUADRE PER MERITO SINO AD UNA CERTA ETÀ
  • UTILIZZARE UN COMPORTAMENTO IN PARTITA E ALLENAMENTO ADEGUATO ALLA FILOSOFIA DEL CASTELLO
  • ROTAZIONE DEGLI ISTRUTTORI TRA LE VARIE SQUADRE
  • GRATIFICARE TUTTI
  • GIRARE I RUOLI
  • RIPARTIRE PALLA A TERRA
  • DARE IL BUONGIORNO ALLE PERSONE PIU’ GRANDI
  • NON CONTRADDIRE IL TUTOR
  • CONVOCARE TUTTI, ECCETTO GRAVI COMPORTAMENTO E ASSENZE, NO PER QUALITÀ
  • FARE CONVOCAZIONI EQUILIBRATE (sino ai pulcini) A PRESCINDERE DI CHI SI INCONTRA FORTI O DEBOLI

Aspetti organizzativi

Durata attività

L’attività inizia di pari passo con la scuola circa a metà settembre, così come le relative festività e vacanze, la fine sarà anch’essa è intorno al 15 giugno. La frequenza è di due sedute alla settimana, più eventuali partite di solito nel fine settimana per tornei e campionati. Gli allenamenti durano circa 1,5 – 2 ore. Le squadre più grandi potranno svolgere alcune sedute in più, durante il periodo pre-campionato.

In relazione alle condizioni ambientali e degl’impianti potranno essere annullati alcuni allenamenti. A tal fine, nel possibile, saranno tempestivamente avvertiti gli atleti e le loro famiglie.

Iscrizione e tesseramento

Responsabilità

L’A.S.D. Atletica Castello declina ogni responsabilità per qualsiasi incidente o danno ad iscritti e loro familiari dovuto al mancato rispetto delle norme del presente regolamento, nonché per eventuali furti subiti all’interno degli impianti. A tal fine si raccomandano le famiglie di controllare con attenzione il vestiario e il materiale sportivo personale e di non lasciarlo mai incustodito e soprattutto di evitar il pèiù possibile di far portare ai ragazzi oggetti di valore e denaro.

Utilizzo social network

Al fine di mantenere un comportamento corretto al contesto sportivo e alle attività svolte, considerato che negli ultimi anni si stanno verificando sempre più casi disdicevoli dovuti all’utilizzo di nuove tecnologie quali Instagram, Facebook, WhatsApp, ecc., al fine di mantenere l’ambiente sereno richiediamo che tali mezzi siano utilizzati solo ed esclusivamente a scopo comunicativo, mentre per qualsiasi problematica di tipo sia generale che specifica, si prega di rivolgersi alle presone di riferimento.

Tutto questo per evitare facili incomprensioni e generare sterili polemiche e dibatti che non sono in linea con la filosofia generale della Società e con i principi fin qua esposti.

Non intendiamo censurare nessuna critica o problematica, anzi abbiamo improntato le nostre direttive alla massima comunicazione e trasparenza e per questo continueremo a pubblicare foto, video e notizie, ma intendiamo difendere e far rispettare gli sforzi delle persone che da decenni lavorano nel nostro ambiente la maggior parte delle quali come volontari e senza rimborsi, solo allo scopo di mantenere viva una società finalizzata a far fare sport ai giovani.

WhatsApp o strumenti analoghi:
Nei gruppi delle squadre della Società sarà presente un responsabile della scuola calcio o uno dei consiglieri del settore calcio; l’utilizzo di tali strumenti deve essere finalizzato alla sola divulgazione di notizie di comunicazioni a carattere organizzativo, non vogliamo commenti o lamentele: quest’ultime, affinché diventino proficue, devono essere rivolte direttamente ai responsabili coinvolti.
Nei gruppi delle singole squadre non ci saranno gli allenatori, per comunicare il genitore deve contattare direttamente il primo allenatore o il responsabile della scuola calcio, solo ed esclusivamente per necessità inerenti gli aspetti sopra indicati.

Regolamento scuola calcio – A.S.D. Atletica Castello -2019/2020